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Dal mondo cattolico: al via la nuova campagna di comunicazione per l’8xmille della Chiesa cattolica che sensibilizza sul rilievo della firma. Su Unitineldono.it tante storie di sacerdoti al fianco delle proprie comunità. Dall’universo associativo: SIMLA affronta il tema delicato di una legge per il Suicidio medicalmente assistito, Fonditalia fotografa lo stato dei fondi interprofessionali a 25 anni dall’istituzione mentre la FederTerziario Sport fa un bilancio post Olimpiadi
Al via la nuova campagna della Chiesa cattolica
Negli spot, on air dal 12 aprile, il racconto dell’impegno quotidiano della Chiesa accanto ai più fragili
Una firma che diventa accoglienza, solidarietà e speranza. Torna on air dal 12 aprile la campagna di comunicazione dell’8xmille alla Chiesa cattolica con l’obiettivo di spiegare il valore concreto di una scelta capace di incidere nella vita di molti.
Dopo una fase di pre-campagna, andata in onda dal 15 al 31 marzo, dedicata al racconto della presenza concreta della Chiesa accanto alle persone e alle comunità, prende il via la nuova campagna 8xmille che invita a sostenerla attraverso la firma nella dichiarazione dei redditi.
È questa l’idea che guida la nuova strategia di comunicazione della Conferenza Episcopale Italiana come spiega Massimo Monzio Compagnoni, responsabile del Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica:
“La firma dell’8xmille non è più un gesto automatico. È una decisione che matura nel tempo. Per questo il nostro messaggio vorrebbe aiutare a evidenziare il ruolo della Chiesa nella società, un ruolo che spesso resta invisibile nella frenesia quotidiana”.
Una Chiesa impegnata a rispondere a bisogni sempre più complessi attraverso interventi reali: mense, dormitori, centri per anziani, case di accoglienza, progetti per persone con disabilità e attività parrocchiali, ma anche e soprattutto ascolto e presenza in tutte le sue forme. Una narrazione empatica che passa attraverso sei progetti sostenuti dai fondi 8xmille, come esempi concreti nel territorio dell’impatto di una firma.
Ufficio stampa, Chiesa cattolica a cura di brizzi comunicazione.
“Scienza e fede con il naso all’insù”Con don Luca Peyron i semi della scienza e della fede crescono insieme
Fare scienza e divulgazione ha a che fare con la fede? La risposta è affermativa se guardiamo alla storia di don Luca Peyron, dell’Arcidiocesi di Torino, parroco ma anche docente di teologia della trasformazione digitale all’Università Cattolica di Milano e visiting professor in diversi atenei.
A don Luca il cardinal Repole ha recentemente affidato, dopo un decennio a capo della pastorale universitaria, la pastorale della cultura tecno-scientifica. Primo promotore dell’Istituto Italiano per l’Intelligenza Artificiale applicata all’Industria, don Peyron oggi fa parte del comitato buone pratiche ed è anche co-fondatore del Servizio per l’Apostolato Digitale, che studia il rapporto tra tecnologia, società e fede. Un servizio che ha collaborato alla realizzazione della prima missione spaziale della Chiesa cattolica – Spei Satelles.
Oltre alle attività che ti aspetti da un sacerdote diocesano, accompagnare nella fede le diverse generazioni e stare accanto alle persone più fragili, don Luca esplora il cielo profondo e lo spazio per ridonare senso di meraviglia e desiderio di futuro alle generazioni che incontra.
Sul tetto della parrocchia torinese che guida, Madonna di Pompei, ha installato una batteria di telescopi e quando il meteo fa i capricci fa vivere la bellezza del cielo attraverso una piccola collezione di meteoriti perché – spiega – "oggi più che mai è necessario ricomporre la frattura tra scienza e fede, analogico e digitale, meraviglia e quotidianità. E il Cielo in tutto questo ci è maestro, tanto con lo sguardo di Galileo quanto con quello dei Magi”.
Ufficio stampa, comunicazione social X a cura di brizzi comunicazione
Suicidio medicalmente assistito, i medici legali chiedono regole certe
La Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni (SIMLA) "Non entriamo nel merito della questione sul piano delle opzioni etiche e delle scelte legislative, auspichiamo di superare il vuoto normativo".
Nel processo di accertamento dei requisiti per il suicidio medicalmente assistito, l’équipe multidisciplinare, in cui dovrebbe essere sempre inserito un medico-legale, svolge un ruolo essenziale: verifica la capacità decisionale del paziente, accerta l'irreversibilità della patologia e ne valuta la condizione di sofferenza.
Si tratta di una valutazione che ha una rilevanza giuridica diretta e che oggi avviene senza protocolli nazionali condivisi e modelli documentali uniformi.
In questo contesto, la Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni (SIMLA) interviene sul delicato tema del suicidio medicalmente assistito per segnalare che i medici chiamati a certificare la sussistenza delle relative condizioni operative si trovano oggi a lavorare in un vuoto normativo.
"Sul ruolo della medicina legale nel fine vita ci sono questioni ineludibili che richiedono risposte normative precise - sottolinea il Presidente Francesco Introna-. Soltanto con una legge potremo operare in maniera uniforme sul territorio nazionale. Il rischio concreto attualmente è che un medico si trovi ad agire in un contesto così complesso senza avere alcun riferimento operativo stabilito dal legislatore".
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Formazione continua, l’analisi di Barbara Balzano: “Si può investire nel futuro con un paradigma del passato?”
I Fondi interprofessionali hanno compiuto 25 anni. Hanno portato formazione dove da sola non sarebbe mai arrivata. Ma, con l’eccezione di FondItalia, hanno quasi ignorato le microimprese e continuano a misurarsi in output, non in esiti.
Barbara Balzano, EU Cohesion & Innovation Advisor, fa un'analisi lucida con dati alla mano, confronti internazionali, e una domanda che resta aperta: Si può davvero investire nel futuro con un paradigma del passato? L'Italia ha gli strumenti: ITS Academy, Fondo Nuove Competenze, un tessuto industriale con competenze profonde in meccanica, agrifood, lusso, farmaceutica.
Quello che manca non è la cassetta degli attrezzi. È la visione che li tenga insieme. “Nel 2023 i programmi promossi dai 19 fondi – afferma Barbara Balzano, EU Cohesion & Innovation Advisor e Founder di Strategica Management Consulting – hanno coinvolto poco meno di 2 milioni di lavoratori, pari a circa il 20% dei dipendenti delle imprese aderenti, con quasi 54.000 piani approvati e 96.000 aziende coinvolte. I tassi di coinvolgimento delle microimprese variano da un minimo dell’1,5% a un massimo del 15,8% a seconda del fondo. C’è però almeno un caso che smentisce l’inevitabilità del problema: FondItalia, che dichiara un’adesione composta per il 91% da microimprese fino a 9 dipendenti, con una forte concentrazione nel Mezzogiorno, e nel 2025 ha coinvolto 1.132 microimprese su 1.887 aziende beneficiarie, il 60% del totale.
Non è un sistema: è una dimostrazione che con il design giusto il segmento micro si può raggiungere. La domanda è perché rimanga un’eccezione”.
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FederTerziario Sport: "Olimpiadi d'oro, ma le piccole associazioni che formano i campioni del futuro non riescono a pagare le bollette"
Il presidente Alessandro Prudente sottolinea il grande successo delle Olimpiadi invernali dal punto di vista economico e di visibilità, ricordando tuttavia i problemi quotidiani delle decine di migliaia di associazioni sportive italiane.
Alessandro Prudente, Presidente di Federterziario Sport, riconosce il valore economico e turistico dei grandi eventi, tuttavia evidenzia come "a fronte di un contributo essenziale nella formazione dei giovani campioni, le associazioni sportive non ne traggano benefici di alcun genere". Lo sport resta, almeno ai massimi livelli, un motore economico di grande successo: le olimpiadi invernali, secondo le prime stime, hanno generato una ricaduta tra 5 e 6 miliardi di euro.
La visibilità dell'evento genera sul territorio una domanda crescente di attività sportive che viene assorbita dalle associazioni di base, presidio territoriale fondamentale che però "non beneficia dei successi economici e resta in grande crisi".
Secondo Prudente, le premesse per coniugare le esigenze delle associazioni sportive col territorio ci sarebbero tutte. "Lo sport - osserva - è oggi forse l'unico tema capace di unire trasversalmente politica, istituzioni, imprenditoria e mondo della cultura. Resta l'unico argomento sul quale i partiti e tutte le istituzioni sono concordi nel puntare".
Un consenso bipartisan che rappresenta un'opportunità preziosa, ma che deve tradursi in sostegno concreto alle realtà di base. "Al di là dei grandi numeri del turismo sportivo e del successo olimpico - rivela Prudente -, la quotidianità delle associazioni sportive dilettantistiche è sempre più difficile. L'aumento dei costi delle utenze, le complessità organizzative e la carenza di strutture di supporto mettono a rischio molte associazioni, proprio quelle che costituiscono la base del sistema sportivo nazionale e che rendono possibili i risultati di eccellenza celebrati sui palcoscenici internazionali".
Ufficio stampa a cura di brizzi comunicazione
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